blog degno di ogni sospetto

storie di straordinaria banalitĂ 

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Utente: gianluca223
quel giorno c'era un cavallo, la torta era in cielo e la capra aveva sonno, mentre un uccellino imparava a volare. il resto avrà qualche importanza? i mattoni sono finiti, una foglia tenta di resistere su un albero, i mattoni sono finiti, mentre l'avaro vitale fregava il baffo di lino. il futuro poteva essere ovunque. bastava comprare le scarpe adatte............................. .................pausa........ ........................... questo blog sarà estremamente sincero / questo blog non avrà alcuna pretesa d'informare, di dire cose socialmente utili nè tantomeno intelligenti/ questo blog cercherà di avere meno filtri possibili/ questo blog probabilmente sarà scurrile, volgare e tendenzialmente "sporco"/ questo blog avrà molto poco a che fare con l'altro/ questo blog userà molto la prima persona/ questo blog amerà il paradosso, lo sberleffo e la contraddizione/ questo blog non è detto che dica la verità/ questo blog avrà un template volutamente scarno/ questo blog ama i commenti/ questo blog non sopporta gli anonimi/ questo blog potrebbe dire immani cagate/ questo blog rigetta il cattocomunismo, il volemosebene, il lavitaèunacosameravigliosa/ questo blog odia la pizzica/ questo blog non ha voglia di perdere tempo a cercare la forma migliore dello scrivere/ questo blog potrebbe havere moltiu erori gramaticoli e refusiu e odiera chi lielo fara notare/ questo blog bannerà in automatico chi scrive con le k/ questo blog nasce in una mattina in cui mi giravano i coglioni/ questo blog è la caccola fumante che mi trapana il cervello cercando di mettermi in una condizione d’esistenza che non mi dovrebbe appartenere/ questo blog spesso dirà cose che non hanno nessun senso logico. Questo blog vi augura buona lettura.

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venerdì, 05 dicembre 2008

il "primo amore"

Stasera per una strana congiunzione astrale si parlava di finardi. Si quello "della musica ribelle".
Beh, mi sono ricordato di questa sua dolcissima canzone che ascoltavo tantissimo verso i 13 anni.
canzone che parla dei primi amori [ovviamente non corrisposti] preadolescenziali.

e allora sono andato indietro nel tempo e mi è venuto in mente il mio "primo amore" se così si può chiamare, la mia prima scoperta del genere femminile, la prima volta che provai un'attrazione inspiegabile che spostava il centro d'interesse dalla mia bmx ad un essere bipide di genere femminile.

lei si chiamava livia. ovviamente non mi cagava di striscio. eravamo alle elementari insieme.
iniziai ad accorgermi di lei verso le quarta elementare e me ne innamorai, così, senza nessun motivo.
aveva i capelli mori a caschetto. credo un orribile taglio anni 80. abitava nello stesso pianerottolo del mio dentista e io ogni tanto quando andavo da lui e passavo a salutarla e questo per me equivaleva al fatto che era la mia ragazza.

ma la delusione non tardò ad arrivare.
ovviamente tutti gli altri compagni sapevano di questa mia cosa per lei e mi prendevano in giro, in modo stronzo e bastardo come solo un bambino è in grado di fare.
un giorno durante la ricreazone mi stavo facendo bellamente i cazzi miei in cortile, quando vedo che lei, livia [che da adesso diventa livia la stronza], si avvicinò a me.
mi prese la mano e mi diede un bacio sulla guancia.
il mio primo bacio.
beh, insomma, circa.
poi mi guardò.
io la guardai.
il mondo si fermò.
e lei mi disse:
"è solo perchè ho perso una scommessa e ho dovuto fare penitenza. ciao"
e se ne andò.
la stronza.

questo bastò per non considerarla più la mia prima ragazza.

chissà adesso livia cosa fa?
postato da: gianluca223 alle ore 02:17 | link | commenti (5)
categorie: io
martedì, 28 ottobre 2008

dubbi e certezze

la domanda di chi ancora un pò ci spera:
"sono i politici di questo paese ad essere lo specchio della nostra mediocrità, o la loro è tutta una recita per forgiare cittadini mediocri a loro rappresentazione e somiglianza?


la risposta di chi non ci crede più:
"Siamo un popolo di coglioni in cui tutti siamo ammassati su un canotto irrimediabilmente forato a 2000 miglia dalla costa e litighiamo per chi deve stare seduto in mezzo e chi sul bordo.
Ed è diventato così perché fa comodo che sia così"


postato da: gianluca223 alle ore 23:39 | link | commenti (2)
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martedì, 29 luglio 2008

"Tifare contro, una storia degli ultras italiani"



Autore: Francesio Giovanni
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Le radici del presente
Pagine: 206
ISBN: 8820045052
Data pubblicazione: Jan 2008
Prezzo: 14 euro

Una storia, non la storia, perchè se l'oggettività non esiste neanche per chi ne ha la pretesa, figuriamoci se possa esistere per chi è stato per anni coinvolto nel movimento che pretende di raccontare, avendone per forza di cosa una visione parziale.
E invece Giovanni Francesio, secondo la mia visione parziale e soggettiva, riesce ad andare oltre. Riesce ad uscire dallo stile accademico sociologico da cui trae spunto e contemporaneamente a superare lo stile del "racconto ultras" tipico di tanta letteratura inglese dove "il mio gruppo è il più forte di tutti e spacca la testa a tutti", approdando ad una cronostoria ben documentata e ben analizzata di 40 anni di movimento ultras in italia.
Una cronostoria che non risparmia critiche ai tanti errori e ai tanti controsensi di quello che lui stesso definisce "la sottocultura giovanile più numerosa d'Italia" ma che cerca d'inquadrare il tutto in un'analisi che parte proprio dal principio della conflittualità e dello scontro che è alla base del movimento, cercandone di spiegarne le origini, le motivazioni, le evoluzioni e, purtroppo, soprattutto le involuzioni.
Il tutto per arrivare a quella che secondo me è la vera tesi del libro "Lo scontro leale è una cazzata impraticabile", tesi a cui arriva e non da cui parte. E la differenza non è poca.

Un libro che consiglio, che si legge velocemente, utile per conoscere un fenomeno per chi ne sa poco e nulla, utile per riflettere sul fenomeno per chi pensa di saperne qualcosa e ne ha una visione troppo romantica.
postato da: gianluca223 alle ore 10:35 | link | commenti (5)
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mercoledì, 25 giugno 2008

Barcellona


io "se dovessi scegliere un posto fuori dall'Italia dove vivere andrei a Barcellona" (n.d.r.: ci sono stato per 1 mese di fila anni fa)
lei "non ne avevo dubbi!"
io "perchè?"
lei "perchè barcellona per chi non è di barcellona è come bologna per chi non è di bologna, una sorta d'icona, forse un pò sbiadita, ma pur sempre un'icona e tu ne subisci il fascino letterario che ti sei costruito"
io "vaffanculo, hai rovinato tutto"
postato da: gianluca223 alle ore 11:45 | link | commenti (9)
categorie: io
mercoledì, 21 maggio 2008

gomorra



sono appena andato a vederlo.

nonostante avessi letto il libro il film è riuscito a ricrearmi quella sensazione di turbamento e spaseamento che già il libro mi aveva dato.

nonostante il libro sia praticamente impossibile da ridurre a film, il film riesce a rappresentarlo esattamente come io stesso mi ero figurato il tutto.

insomma l'ho trovato veramente un gran film, con una grandissima direzione degli attori e con una maturità e sicurezza espressiva incredibile per un regista di soli 40 anni. un regista che non ammicca al pubblico, che non vuole compiacerlo con inutili esercizi di stile, che non copia lo stile del grande cinema italiano, ma che possiede una cifra stilistica tutta sua ed è in grado di fare un cinema che è in grado di confrontarsi con scenari internazionali.

questa
è la recensione che avrei voluto scrivere
postato da: gianluca223 alle ore 00:08 | link | commenti (4)
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mercoledì, 14 maggio 2008

un'ora e quaranta minuti

Ore 19.

Esci dal lavoro. E’ stata una di quelle giornate quasi piacevoli, dove tra colleghi c’è una bella armonia e le cose che fai sembrano fatte per qualcosa, dove l’immediatezza del risultato ti da quell’appagamento estemporaneo che sembra poter nutrire vite mediamente insoddisfatte.
Insomma, esci dal lavoro e hai ancora energia, non hai voglia di andare a casa, c’è il sole, ecchecazzo hai 26 anni mica 50!
Non prendi l’autubus alla prima fermata, decidi di camminare. Arrivi all’angolo tra via ugo bassi e via indipendenza. Toh c’è una manifestazione!


Ore 19 e 20.

Vedi delle bandire rosse, vedi un corteo che qualche anno prima non dico che ci saresti stato per forza dentro, ma almeno sapevi che ci sarebbe stato. Lo guardi sfilare. In realtà non guardi il corteo, ma t’interessano di più i movimenti della polizia e dei giornalisti al seguito. Perché? Da cosa deriva questo diverso centro d’attenzione? Riflettere.

 
Ore 19 e 40.

Abdichi. In fondo non te ne sbatte un cazzo e ne sei consapevole. Sfili in una via laterale. C’è ancora luce e non hai voglia di andare a casa. Un pachistano, come fiutando questo tuo desiderio si materializza davanti e allora una peroni da 66 ti finisce in mano per un’attrazione ancestrale.
Incroci via zamboni. Erano anni che non ci passavi e lo pensi ogni volta che ci passi in quest’ultimo anno. E’ la lontananza psicologica prima che fisica a farti pensare questo. Arrivi in piazza verdi.

 
Ore 20.

Caos. La massa di cui eri elemento organico staziona a terra senza motivi apparentemente logici. La strada è bloccata. Un cretino ha parcheggiato la macchina male e l’autubus non passa. Ingorgo. La massa è indifferente. Ha altro a cui pensare. Deve esistere. Deve far vedere che un altro mondo è possibile ed è seduto per terra a bere birra. Provi disgusto, un disgusto vero, non da comitato anti-degrado, ma da degrado anti se stesso, o del suo fantasma. O del suo passato.
Sei ai margini, come 40 minuti prima. Chi ti ha messo ai margini? Esistono margini? Guardi, bevi birra. In cosa sei diverso? Forse perché non parli con nessuno? Gli altri parlano?
Un punkabbestia ti chiede una sigaretta. Non gliela dai. Che si fotta. Te ne vai.

 
Ore 20 e 20.

Fermata dell’autubus. Che non passa. Bloccati per la manifestazione di cui sopra. Vaffanculo. Torni a casa a piedi e nella tua testa prendono corpo le parole di cui sopra e quell’estraneamento, quel distacco, quella leggera malinconia che si nasconde dietro queste frasi.

 
Ore 20 e 40.

A casa. Per qualche strana ragione decidi di condividere il tutto.
postato da: gianluca223 alle ore 20:02 | link | commenti (7)
categorie: storie, io
martedì, 06 maggio 2008

verona violenta

tutti sapete quello che è successo

dico la mia in breve, visto che in quell'ambiente, mio malgrado ci sono cresciuto e per grazia ricevuta ho avuto l'istinto di andarmene.

la verona "bene" dei figli di buona famiglia è il peggio che l'ipocrisia umana abbia saputo generare.

sono ragazzini cresciuti a pane e famiglia perfetta, che godono di una totale libertà, vissuta tristemente come un senso generale d'impunità.

perchè t'insegnano che il nemico è altro da te, che è straniero, che non veste bene, che non ha il tuo senso del dovere.
e tu per un meccanismo naturale ti ergi a superuomo nei loro confronti.
ti ergi a dio che può giudicare e punire. ma, ed è la cosa più triste, senza un vero motivo (e quindi esco dalla contrapposizione ideologica, che è buona solo per i titoli dei giornali e per discussioni da bar), senza un perchè, così, solo perchè l'umus culturale in cui cresci, che è appunto quello del bar (anche se fa il caffè a due euro, sempre bar è), ti ha plasmato così.

mettici anche un'adolescenza che non ha sbocchi culturali se non quello del cazzeggio e del riempirsi di goti in centro o di canne alle colombare ( il parco dove la verona bene si ammazza di bong dalla mattina alla sera),
mettici (e non è un fattore tanto secondario) la coca che è arrivata a 60 euro al grammo e spesso è la stessa che tira pure tuo padre.
mettici la noia di una città che è tanto bella quanto spenta di umanità.
mettici tante cose.
e io non mi stupisco più di nulla se non del vostro stupore.

verona è malata dentro.
e solo chi ci è cresciuto lo può cogliere.

bologna avrà i suoi problemi di perdita d'identità, ma almeno un'identità bella, di popolo, da salvaguardare ce l'ha.
verona no. verona dovrebbe fare tabula rasa della propria ignoranza e delle propria inadeguatezza culturale.

e nonostante tutto mi duole dire ciò.
postato da: gianluca223 alle ore 01:36 | link | commenti (5)
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giovedì, 21 febbraio 2008

due fili d'erba e un vento di scirocco

tu mi puoi dire quello che vuoi.

tu mi puoi costruire un mondo nel quale tenterò di specchiarmi.

ma lo specchio, è inevitabile, riflette sempre la propria immagine.

e mi chiedo in quale luogo risieda la compartecipazione, la comunanza di vedute, la profonda empatia.

ma è più probabile che sia la prospettiva profondamente sbagliata.

è più probabile che sia l'uomo in quanto tale ad aver costruito troppe sovrastrutture interiori [alimentate da strutture materiali] per riuscire a vivere la semplice bellezza del rapporto umano.

lo spazio della gioia è oramai un non luogo della nostra mente, che faticosamente rincorro nella puerile speranza di viverlo nel quotidiano.

ma il quotidiano, si sa, è come una scala di un pollaio: corta e piena di merda!

per fortuna coltivo ancora l'illusone di non essere una gallina.

e del pollo preferisco le ali. che anche se non permettono di volare, racchiudono comunque l'idea del volo
postato da: gianluca223 alle ore 23:58 | link | commenti (11)
categorie: io
mercoledì, 20 febbraio 2008

appendiabiti

treni per stagioni sconosciute

partenze per mete immaginate

deliri post orgasmici nel nulla esistenziale

tremendamente proiettato in figure retoriche non ancora inventate

...

che serata fatiscente.

forse era meglio un tango.

bentornato a me.
postato da: gianluca223 alle ore 21:08 | link | commenti (2)
categorie: io
mercoledì, 24 ottobre 2007

quando morirete? scoprivatelo!




fate il test: http://www.newsky.it/deathclock/deathclock/index.htm

a me è capitato questo, dio santissimo.
mi manca poco da vivere.


L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
venerdì 21 agosto 2037 alle 15:18,
ossia tra
941.259.654
secondi,
all'età di 55 anni,

colpito a morte da una MG42 tedesca mente eri in Cambogia a cercare le reliquie di un leggendario sciamano.
Sei al 46.5% della tua vita

beh, sempre meglio che morire con una mousse di salmone.
postato da: gianluca223 alle ore 23:30 | link | commenti (13)
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